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Ambrogino d’oro a Filippo La Mantia. La solidarietà in cucina

18 Novembre 2021
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«La cucina è solidarietà e aiuto». Sono state queste le parole dello chef Filippo La Mantia a commento del riconoscimento ottenuto: l’Ambrogino d’oro per i pasti preparati agli operatori dei reparti Covid dell’ospedale Niguarda durante l’emergenza della pandemia. Circa 600 al giorno, serviti da marzo a maggio 2020.
Un riconoscimento che conferma, ancora una volta, la grande sensibilità e attenzione del cuoco siciliano nei confronti delle persone che hanno bisogno. L’Ambrogino d’oro viene assegnato dalla città di Milano ai suoi cittadini illustri, che si sono distinti in particolari situazioni.
E chef La Mantia, o come lui vuole essere chiamato “oste e cuoco” La Mantia, si è prodigato, durante i mesi più duri della pandemia, ad aiutare, preparando i pasti giornalieri, il personale ospedaliero impegnato nella lotta al Covid.

In un articolo apparso sul Corriere della Sera, Marco Bosio, direttore dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, si è dichiarato «immensamente grato a La Mantia per come si è reso disponibile nel periodo peggiore che abbiamo avuto. I nostri operatori entravano nei reparti Covid al mattino presto, ma non sapevano quando sarebbero usciti. Quella di chef La Mantia, e della sua brigata, è stata una iniziativa dal grande valore umano. Un gesto affatto scontato, apprezzato per la generosità, ma anche per la qualità dei piatti».
Chef La Mantia, che è anche special guest dei corsi di Cucina professionale di Italian Food Academy, si è aggiudicato il celebre premio assieme ad altre 14 persone, su una rosa di 200 candidati. Il suo impegno sociale è una costante della sua attività che, a detta dello chef, “passa necessariamente attraverso le persone che hanno bisogno di assistenza”, ricordando come le esperienze più toccanti sono quelle condivise con Gino Strada, suo migliore amico.

Non è la prima volta che uno chef viene insignito dell’Ambrogino d’oro: già nel 2018 è toccato a Massimo Bottura e a Claudio Sadler, a dimostrare il forte ruolo sociale del cibo.
E, mentre il cuoco palermitano, anticipa le novità professionali, e cioè che aprirà un ristorante a Milano entro il 2022, ricorda i prossimi appuntamenti per il sociale: nelle giornate del 15 e 16 dicembre, infatti, sono previste due cene a Milano per la Comunità di Don Rigoldi, con 12 protagonisti del food, 8 chef, 2 pasticcieri e 1 bartender. Oltre a La Mantia, ci saranno Tommaso Arrigoni, Cristiano Tomei, Elio Sironi, il bartender Giorgio Facchinetti, Giancarlo Morelli, Alessandro Borghese, Andrea Aprea, Claudio Sadler, Maurizio Santin e Salvatore De Riso.

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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