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Cucina giapponese: 6 utensili che non possono mancare

8 Aprile 2019
cucina giapponese italian food academy
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Crescono in Italia gli appassionati di cucina giapponese e sempre più sono le persone che si cimentano nella preparazione di piatti tipici nipponici. Vediamo quali sono gli strumenti fondamentali per un’ottima cucina giapponese.

La grattugia

Tra gli utensili più importanti troviamo sicuramente la grattugia, strumento importantissimo per chi vuole preparare piatti a base di verdure. Quelle fresche, infatti, vengono grattate in modo tale da sprigionare i succhi più facilmente. La grattugia può essere utilizzata per tritare meglio anche il Mooli, le carote, lo zenzero, le cipolle e l’aglio.

Posate di materiali naturali

Forchette, cucchiai e bacchette in legno e in bambù rendono più armonioso il rapporto tra cibo e utensili. Piatti e utensili “naturali”. È preferibile usare il bambù per i piatti asciutti, mentre il legno con brodo, minestre o noodles.

Posate d’acciaio e/o porcellana

In estate e per cibi freddi è consigliabile utilizzare anche le posate d’acciaio o, meglio ancora, di porcellana. In questa maniera non viene alterata la temperatura. Fondamentale è lo “spork” per mangiare frutta e dolci.

Tazze di bambù

Bere il sakè in una tazza di bambù è un’esperienza straordinaria, assolutamente da provare per gli amanti di questa bevanda alcolica. Le tazze di bambù non possono assolutamente mancare in una cucina giapponese, anche per la leggerezza nel trasporto e la loro facilità nella pulizia.

Vasi di terracotta

Il tè non può non essere bevuto in un piccolo bicchiere di terracotta. È una sensazione piacevolissima e la terracotta permette di mantenere le proprietà detossinanti di questa speciale bevanda.

I coltelli

In una cucina giapponese che si rispetti non possono assolutamente mancare i coltelli per carne, pesce e verdura. Ottimo l’acciaio inox anche se arrugginisce. Il trucco sta nel lavare il coltello subito a mano, non in lavastoviglie, con una spugnetta ruvida, per evitare che si possa ossidare.

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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