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𝗗𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗙𝗼𝗼𝗱 𝗣𝗵𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗽𝗵𝗲𝗿: 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶.

24 Aprile 2019
diventare food photographer italian food academy
Contenuti

La food photography è una tra le più attuali e di successo specializzazioni della fotografia e della comunicazione. Ed è anche una delle professioni più complesse: non è certo facile riprendere al meglio un alimento, un piatto, riuscendo, con la sola immagine, a trasmettere caratteristiche quali colore, profumo, succulenza, dolcezza, freschezza ecc…
Ma come si diventa food photographer?

Le doti di un food photographer.

Diventare food photographer significa innanzitutto avere ottime basi tecniche di fotografia. Tra queste, la capacità di utilizzare gli strumenti e i programmi legati alla food photography, oltre a una buona sensibilità artistica e a una spiccata attenzione per i dettagli.

1. La conoscenza della fotografia e delle tecniche.

Tra le conoscenze di cui un professionista della food photography non può fare a meno c’è la conoscenza della fotografia di still life, molto utilizzata nel campo della comunicazione pubblicitaria legata a prodotti alimentari. Dagli scatti effettuati dal professionista dipenderà in buona parte la vendita del prodotto o la riuscita di una campagna di comunicazione.

Per questo motivo, il food photographer deve saper ritrarre gli oggetti, mettendoli in risalto, componendo un’immagine piacevole e accattivante e trovando il punto di ripresa più adatto con la giusta illuminazione.

2. La passione per la cucina.

Sembrerebbe scontato, ma in fondo non è così: per ritrarre al meglio degli oggetti come i cibi, i piatti, bisogna avere una certa passione per la cucina, il mangiar bene, poiché questa dote permetterà al professionista di avere il giusto approccio per esaltare un piatto o un alimento.

3. Trasversalità.

Essere trasversali, versatili è forse una dote indispensabile: può capitare, infatti, di doversi cimentare con un ritratto fotografico di uno chef o di un sommelier oppure di dover fotografare gli interni di un ristorante o di un albergo o ritrarre un alimento in still life o per un lavoro commercial o un piatto su un set allestito ad hoc: ognuna di queste situazioni richiede delle tecniche di ripresa e di post produzione particolari, che il food photographer deve conoscere a fondo per ottenere un risultato che soddisfi il suo impegno e il committente.

4. Saper cogliere il momento giusto.

Questo è il segreto della fotografia in genere: saper cogliere il momento giusto per lo scatto, soprattutto se si tratta di eventi culinari è importantissimo, poiché quel momento è unico e irripetibile e, non potendo essere replicato come in studio, necessita da parte del professionista l’abilità a cogliere il senso del racconto della situazione in uno scatto efficace e narrante.

5. Conoscere le regole.

Ad ogni tipo di fotografia è legata una serie di regole tecnico-pratiche da conoscere, regole abbastanza precise da rispettare, che in alcuni casi lasciano poco spazio alla sperimentazione e alla fantasia, il tutto per ottenere un risultato che sia il più possibile realistico, curato nei minimi particolari e che evidenzi il maggior numero di dettagli.

Altre volte, invece, come accade per le illustrazioni per menu, manifesti, locandine pubblicitarie, la food photography ha il compito di “far venire fame” a chi guarda. In questo caso, quindi, sarà importante metterci estro, creatività, sfruttando appieno doti artistiche che facciano la differenza.

Food Photography Basics | Lesson 2 | Style from jenny woodward on Vimeo.

6. La formazione: un corso di Food Photography.

Food Photographer non ci si improvvisa e, se si è alle prime armi soprattutto, meglio curare la propria formazione tecnica affidandosi ad un corso che possa trasmettere le giuste competenze.
Il corso di Food Photography di Italian Food Academy fornisce agli allievi la padronanza dello strumento fotografico, oltre a un bagaglio di conoscenze specifiche del settore enogastronomico; il tutto accompagnato da nozioni di strategia di comunicazione nell’ambito Food.
Il corso, tenuto dal docente Paolo Castiglioni, segue un programma didattico ricco che spazia tra i seguenti temi:

  • Approccio alla fotografia (bilanciamento di linee e colori, tipologia di luce, composizione fotografica)
  • Basi del Food styling
  • Come costruire un set
  • Analisi del mondo della food photography
  • Visual content strategy
  • Smartphone photography
  • Il Food su instagram
  • Differenze tra mondo editoriale e digitale

Per la parte pratica, inoltre, il percorso prevede la costruzione di un set per diverse tipologie di fotografie.

7. L’esperienza che parte dalla pratica.

Per intraprendere la non facile strada del fotografo di alimenti è bene non dimenticare che l’esperienza fa la differenza. Non si diventa food photographer dal giorno alla notte e di certo il corso di formazione è importante per apprendere tecniche e competenze, ma è con la pratica, l’esercizio e l’esperienza che si affinano le doti acquisite con lo studio.
Per questo è bene crearsi un portfolio contenente dai dieci ai venti scatti impeccabili che illustrino le capacità e lo stile del fotografo, una sorta di vetrina con gli scatti migliori da mostrare anche sui social network come Facebook e Twitter.

Food Photography from Floris Liesker on Vimeo.

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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