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Food experience: come migliorare l’esperienza dei tuoi clienti

16 Dicembre 2021
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Contenuti

La maggior parte delle persone mangia fuori casa per vivere un’esperienza sociale e non per sfamarsi, in questi casi il momento dei “mangiar fuori” diventa un momento prezioso da dedicare a se stessi, da condividere con amici, colleghi e famiglia. Molti amano provare nuovi ristoranti e ne apprezzano il design, l’accoglienza, il servizio, il cibo e la location, tutti questi aspetti messi insieme migliorano la Food experience nel Ristorante.
Negli ultimi anni, soprattutto per i millennial e in generale gli under 50, la spesa per mangiare fuori casa è aumentata in modo significativo, anche la concorrenza però è aumentata molto. Capire come trovare nuovi clienti per un ristorante è possibile e, con la giusta strategia, si ottengono ottimi risultati.
Una volta acquisito il nuovo cliente però, diventa fondamentale saperlo fidelizzare per un lungo periodo di tempo.
Il miglior modo per fidelizzare un cliente nel tuo ristorante, facendolo tornare periodicamente, è fargli vivere un’esperienza positiva ogni volta che sceglie di mangiare nel tuo locale.
Messo in chiaro questo aspetto, vediamo allora come migliorare la Food Experience del Ristorante.
Sappiamo bene che ogni ristorante ha una propria “anima” un proprio concept e di conseguenza, un proprio target. Ci sono però degli aspetti generali a cui bisogna presatre molta attenzione qualunque sia la tipologia del tuo ristorante, per far in modo che il cliente viva un’ottima esperienza.

  1. Concept, design e atmosfera
  2. Accoglienza e servizio
  3. Presentazione e qualità del cibo

1. Concept, design e atmosfera

Il logo del ristorante, l’insegna esterna, la combinazione di colori, le scelte di arredamento e illuminazione, la divisione degli ambienti, la musica di sottofondo, le divise dello staff, la
location, le proposte del menu, tutti questi elementi danno vita ad un’immagine coordinata del ristorante creando l’atmosfera che si vive all’interno. Il tutto deve essere coordinato con la mission che guida il tuo progetto enogastronomico, in questo modo riuscirai ad attirare e fidelizzare i clienti in target con la tua tipologia di ristorazione.

Concept

Il concept (o concetto di ristorazione), è il progetto enogastronomico che hai in mente di avviare e gestire. L’atmosfera che si crea in un ristorante e la relativa food experience è semplicemente il risultato dello sviluppo del concept scelto. Ogni decisione che prendi, dalla scelta dei collaboratori, all’elaborazione del menu, dal design interno all’insegna
esterna, dovrebbe esser normale conseguenza di quell’idea.
Se concept, design e atmosfera sono coerenti e comunicano la personalità del Brand, hai ottime possibilità di far vivere una memorabile food experience ai clienti.

Arredamento del Ristorante

Ogni elemento d’arredo scelto dovrebbe essere espressione della tipologia di ristorante e di cucina che si propone. In Italia Old Wild West, ha fatto dell’arredamento l’elemento caratterizzante per eccellenza. Il concept gira intorno all’idea di “bisteccheria” nel vecchio west, di conseguenza puoi mangiare dentro una tenda indiana, piuttosto che in un angolo del saloon, ecc.. Dall’ingresso, passando per le sale, includendo i bagni, tutto ricorda nell’arredamento il vecchio west visto nei film di Sergio Leone.

Illuminazione del ristorante

L’illuminazione del ristorante ha un ruolo determinante nel crearne l’atmosfera giusta. Ti sarà capitato spesso di vedere come nei fast food si prediligono luci accese e cartelli luminosi, nei ristoranti romantici luci soffuse e calde e così via. Anche l’illuminazione deve essere l’espressione del concept del ristorante. Generalmente l’illuminazione intensa non favorisce una buona esperienza per gli ospiti.

La musica nel ristorante

Se scegli di far ascoltare musica di sottofondo nel tuo ristorante, anche in questo caso, devi scegliere musica che si sposi molto bene con l’atmosfera e il concept scelto. Mi è capitato spesso di entrare in ristoranti apparentemente raffinati e di trovare musica heavy all’interno, viceversa mi sono imbattuto in pizzerie per famiglie con musica totalmente fuori contesto.
La musica contribuisce notevolmente alla food experience del ristorante. Generalmente comunque, la musica ad alto volume non è mai la scelta ideale per un’esperienza culinaria di buon livello. In questo caso i clienti fanno fatica a parlare tra loro, alzano la voce e si crea un rumore ulteriore.

2. Accoglienza e servizio

Tutti noi in qualità di clienti, amiamo sentirci coccolati, riconosciuti e ricevere attenzioni. Anche ai tuoi clienti piace tutto questo e sarebbe controproducente trattarli come semplici “numeri” fonte esclusiva di guadagno. L’opportunità di offrire un’esperienza gradevole inizia dal momento in cui i tuoi ospiti varcano la soglia del ristorante a quello in cui vanno via.
Quali sono le caratteristiche che i clienti apprezzano di più nel servizio?

Accoglienza nel ristorante

Un saluto caldo e sincero, qualcuno dello staff che si presenta gentilmente e accompagna i clienti al tavolo è sicuramente un buon modo per iniziare il servizio. Soprattutto nei ristoranti con molti coperti, nelle giornate dove si è al completo, può capitare di ignorare per diversi minuti i clienti che entrano, fino a che non siano loro a cercare spazientiti una figura dello staff. Questo sicuramente non è un buon modo per iniziare il servizio.
In qualità di proprietario e direttore del ristorante, oltre a formare i tuoi collaboratori ti consiglio di selezionarli bene al momento delle assunzioni. il tuo staff dovrebbe essere affine al concept del ristorante, alla mole di lavoro richiesta e alla tipologia di clienti che ricevi.

Chiama i clienti per nome

Per coinvolgere emotivamente i clienti del ristorante e farli sentire parte integrante del Brand, sarebbe opportuno chiamarli per nome. Nella maggior parte dei casi, ai clienti piace essere riconosciuto quando frequentano un ristorante abitualmente. Nelle attività di ristorazione con pochi coperti, potresti presentarti e chiamare per nome anche i clienti appena acquisiti, questo soprattutto se la tipologia del ristorante è informale e familiare.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Brain Research, sentire il proprio nome innesca l’attività cerebrale nella corteccia frontale media del cervello (che è associata al comportamento sociale), la corteccia temporale media e superiore (che è associata a lungo termine). Contestualizzando il tutto al neuromarketing della ristorazione, questo significa avere più probabilità di far sentire a suo agio il cliente e fidelizzarlo a lungo termine.
Ricordare il nome di una persona è uno dei sei modi più rapidi per entrare in sintonia con l’interlocutore e con questa predisposizione di ascolto è più probabile che seguano i tuoi suggerimenti (come quando il tuo cameriere suggerisce un vino che si abbina bene al loro piatto, ad esempio).

Suggerisci i piatti nel menu in base alle preferenze degli ospiti Se hai dei clienti che tornano abitualmente nel locale, un’ottima abitudine è quella di consigliare i piatti in base alle loro scelte abituali. In questo la tecnologia è dalla tua parte, Ci sono molti crm e gestionali per la ristorazione che ti consentono di creare delle schede clienti. In queste schede ci sono tutte le informazioni necessarie, note incluse, che ti aiutano a personalizzare al massimo la food experience dei tuoi clienti. Questa è una grande opportunità! Avere un’idea delle loro preferenze e delle voci di menu di solito scelgono stupirà tutti i tuoi clienti fidelizzati.

Qualità e tempi nel servizio

Durante tutto il servizio lo staff di sala deve essere attento alle esigenze dei clienti, essere empatico e mostrare amore per il proprio lavoro. Detto ciò, c’è da evidenziare quanto anche la cucina ha un ruolo importante nella qualità del servizio. Infatti non c’è cosa peggiore che far vivere lunghe attese ai clienti, aspettando piatti che non arrivano mai. I tempi del servizio sono una componente fondamentale per garantire una buona Food experience nel ristorante. Anche in questo caso devono essere tempi coordinati con la tipologia di ristorante. In un fast food non si può attendere più di 5/10 minuti per essere serviti, in una pizzeria o ristorante le medie sono leggermente superiori.

3. Qualità e presentazione del cibo

Anche se oggi non basta più solo cucinare bene per garantire il successo di un’attività ristorativa, è comunque l’aspetto che incide maggiormente sulla scelta dei clienti sul tornar o meno nel tuo ristorante. Oltre a ciò, la tipologia e la qualità dei piatti che proponi caratterizzano la tua proposta enogastronomica e anche in questo caso le scelte dovrebbero essere coerenti con il concept scelto in partenza.

Uniforma il processo di preparazione

Per standardizzare il processo di realizzazione dei piatti del menu, è buona pratica quella di creare una scheda per ogni piatto, con gli ingredienti, la preparazione e una foto del risultato finale, utile per l’impiattamento. Questo garantirà al cliente fidelizzato uniformità di sapori e aromi, evitandogli l’inconveniente di ordinare la stessa carbonara della volta scorsa, ma trovarla leggermente diversa.

Impattare per stimolare

“Si mangia anche con gli occhi”, questo modo di dire ci ricorda quanto sia importante impiattare bene ciò che viene cucinato. In questo modo, oltre a far felice il cliente, lo stimoliamo a fotografare il piatto e condividerlo sui social, taggando il ristorante. Da qui nasce il termine, creare piatti “instagrammabili”. Tutto questo aumenta la popolarità del Brand sui social in modo virale, gratuito e spontaneo.
Ultima cosa, quando il cameriere serve il piatto al cliente deve esser preparato nel presentarlo nel modo migliore. Utilizzare le parole giuste per esaltare le materie prime e trasmettere la qualità e la passione con la quale è stato ideato e cucinato.

4. Conclusione

Nel settore della ristorazione c’è molta concorrenza. Negli ultimi anni in Italia il numero di attività ristorative è aumentato e il numero della popolazione sta diminuendo. Acquisire un
nuovo cliente non è facile e ha un costo, fidelizzarlo il più a lungo possibile è il minimo che si possa fare.
Proprio per questo migliorare la Food Experience all’interno del ristorante è ciò che può garantire il successo a medio e lungo termine di un’attività ristorativa. Al contrario, far vivere un’esperienza negativa al cliente, vanificherebbe tutti gli “sforzi” messi in campo per acquisirlo. Quando pensi alla food experience, fallo sempre dal punto di vista del cliente.
Spero di averti dato degli spunti interessarti per migliorare la food experience all’interno del Ristorante, ma soprattutto averti fatto riflettere su quanto sia importante impostare un’attività ristorativa che sia orientata al cliente.

Food Marketing per Ristoranti
Riccardo Binaco

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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