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Pasticceria italiana: 5 dolci napoletani da non lasciarsi sfuggire

10 Novembre 2022

Stilare una lista dei dolci napoletani più famosi significa onorare una delle meraviglie della pasticceria italiana più amate al mondo, un insieme di ricette che raccontano una delle città portuali più importanti e ricche di storia. Tutti conoscono e vogliono provare il babà o la pastiera ma spesso restano sconosciute la vera storia o le leggende che si celano dietro ogni dolce che fa capolino in bella vista, trionfante nelle vetrine di caffetterie e pasticcerie pattenopee.
Dagli ultimi nati, e già protagonisti della pasticceria italiana Fiocchi di Neve, ai più antichi Struffoli, le cui origini risalirebbero alla Palepoli greca, la vecchia città che si contrapponeva alla città nuova “Neapolis”: la pasticceria napoletana accompagna lungo un vero e proprio viaggio dell’anima. Un universo eterogeneo di ricette, tradizioni, storie e aneddoti che trovano casa nelle centinaia di pasticcerie che adornano la città, ognuna diversa dall’altra, ognuna con la sua specialità. A Napoli non esiste un dolce che regna rispetto agli altri: è solo questione di gusto.

1. Il babà, un classico della pasticceria napoletana

In ordine di fama, scopriamo il babà, considerato da molti il dolce simbolo della pasticceria di Napoli e dell’intera regione.


Un impasto lievitato e poco dolce, cotto e poi generosamente imbevuto in una bagna al rum: “o’ babà” a Napoli è religione, nonostante le sue origini polacche. Sembrerebbe infatti che lo zar polacco Stanislao Lesczynski fosse stanco del tipico dolce della sua patria, in quanto troppo asciutto e che in preda ad un attacco d’ira, lo avesse scagliato contro una bottiglia di rum che rompendosi, bagnò tutto il dolce. L’odore emanato fu così forte e piacevole che lo zar volle assaggiarlo e ne fu subito conquistato: decise di chiamarlo Alì Babà, in onore del personaggio della celebre raccolta orientale di novelle “Le Mille e una Notte”.

2. La pastiera, il dolce napoletano che fa ridere

Composta da una corazza di pasta frolla, custodisce un morbido cuore di ricotta, frutta candita, uova, spezie e grano bollito e la sua preparazione è complessa, lunga e laboriosa. La pastiera più riposa
e più è buona. Una simpatica legenda sulla pastiera riguarda la storia di un re e di una regina. Maria Teresa d’Austria, moglie del Re Ferdinando II di Borbone, era soprannominata la “regina che non ride mai”. Sotto insistenza del marito, la sovrana assaggiò un pezzo di pastiera che la fece sciogliere in un dolce sorriso. “Per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo!” esclamò il Re.

3. Croccanti fuori e morbide dento, le sfogliatelle


C’è chi la preferisce riccia e chi la preferisce frolla: in entrambi i casi la sfogliatella napoletana è una sottilissima spirale dorata di pasta sfoglia ripiena di crema di semola, uova, ricotta, canditi, latte e
zucchero, una comunione perfetta di consistenza e gusto. Tutta la sua storia è avvolta da leggende confuse e la ricetta è molto più antica di quel che si immagina, confusa tra nobiltà e religione.

Si narra che la sfogliatella di Santa Rosa, nata nel 1681 in un convento a Conca dei Marini, sia la prima sfogliatella della storia.
Probabilmente però non è così. Infatti, anche se non della stessa forma, la sfogliatella compariva già nel 1570 sul menù di Papa Pio V.
Fragrante e golosa, è perfetta per qualunque occasione: dalla colazione al dessert con cui concludere il pranzo della domenica.

4. Amore, passione e speranza nei Fiocchi di Neve

Una dolce e soffice brioscina farcita con crema al latte, panna e ricotta: i fiocchi di neve sono una delizia tipica della famosa pasticceria napoletana Poppella del Rione Sanità. Pur essendo una prelibatezza molto giovane, i fiocchi di neve sono tra i più imitati della città. La storia è bellissima e di un romanticismo
infinito. Siamo negli anni Quaranta e Napoli è sotto l’assedio nemico. Negli spazi bui e angusti delle Catacombe di San Gaudioso, Clara e Vittorio si incontrano. Lei è del quartiere Sanità, lui è un militare triestino. Si guardano, è evidente che si piacciono, ma la guerra e la paura sono un ostacolo ingombrante. Un giorno Vittorio prende coraggio e le chiede di rivedersi, ma la giovane donna rifiuta con un monito che non lascia speranze: avrebbe accettato solo se avesse nevicato a Napoli. Quella stessa notte, al termine del bombardamento, tantissimi fiocchi di neve piovvero dal cielo: di fronte a questo segno l’amore abbia ebbe la meglio. Da questa struggente storia al limite dei confini dell’inimmaginabile, prende origine il nome del prelibato dolce.

5. Le palline fritte dalle origini elleniche, gli struffoli

Dolcissimi, delicati e saporiti, alternano il morbido della pasta frolla allo scrocchiante degli zuccherini: gli struffoli sono tra i principali protagonisti della pasticceria napoletana. Tuttavia, nonostante i luoghi comuni, le piccole palline fritte a base di farina, uova, zucchero, burro e liquore all’anice, probabilmente non sono nate a Napoli. Qualcuno fa risalire alla Grecia la nascita di questo simpatico dolce: non a caso ancora oggi è lì che si prepara ancora una ghiottoneria simile, detta loukoumades e uno degli ingredienti
principali, il miele, era considerato dai greci un nettare divino nonché dolcificante di tutti i dolci dell’antichità.

Spettacolo per gli occhi e per il palato, Napoli è una città magica da visitare in ogni momento dell’anno… dunque non resta che lasciarsi conquistare.

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