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Quando equilibrio e benessere incontrano la tavola: spopolano i corsi di cucina vegana

5 Gennaio 2023
Contenuti

Imparare da soli a gestire in modo completo e piacevole la cucina vegana può essere, almeno in principio, complesso. Seguire un corso di cucina vegana professionale organizzato con cura offre la possibilità anche a chi non è vegano di approcciarsi in modo più o meno intenso, ad una vera e propria filosofia di vita che coinvolge, almeno in Italia, circa il 10% della popolazione.

Versatile, saporita e semplice, ma soprattutto fedele al motto: “I vegani non rinunciano a nulla”. Diversamente da quanto si possa credere in modo pregiudizioso, la cucina vegana ha ben poco a che vedere con generalizzati stereotipi che la identificano come una cucina priva di sapore. Cucinare vegano, infatti, significa preparare i cibi in modo sano ed equilibrato, senza prodotti di origine animale e derivati degli stessi.
Basti pensare agli spaghetti al pomodoro, alla pasta aglio olio e peperoncino, alla polenta, alla focaccia alla genovese… nella cucina vegana, spesso, ricorrere a prodotti sostitutivi è necessario, ma in modo altrettanto frequente, seguire una dieta vegana golosa può anche significare semplicemente sbirciare tra le ricette della tradizione. Le motivazioni che spingono a ricercare una dieta naturale sono molteplici e possono riguardare fattori etici, motivi legati alla salute o semplice curiosità nei confronti di una tendenza sempre più diffusa.

I corsi di cucina vegana, infatti, non sono riservati esclusivamente a chi ha scelto di adottare uno stile di vita cruelty free, ma sono adatti veramente a tutti. Imparare a cucinare con ingredienti naturali è un viaggio meraviglioso alla scoperta di cereali integrali, di frutta e verdura di stagione, delle proteine vegetali ma anzitutto dell’energia del cibo, spesso ignorata dalla scienza della nutrizione e contaminata dall’uso di sostanze chimiche e conservanti. Anche la pasticceria naturale è sorprendente, quando si scopre come si possono cucinare dolci deliziosi senza utilizzare neppure lo zucchero, ma dolcificanti naturali a base di cereali e frutta. Nessun colorante, conservante, additivo chimico, ma il gusto genuino degli  ingredienti e le tecniche ai fornelli per valorizzarne i sapori: la cucina vegana è perfetta anche solo per il suo immenso potere nell’aiutare a ritrovare equilibrio e benessere.
Seguire un corso professionale di cucina vegana vuol dire imparare un modo di cucinare consapevole, che non parla solamente di ricette, ma di ingredienti e di quanto sia importante conoscerne i valori e gli effetti.

Il pioniere della cucina vegana: lo chef Pietro Leemann


Chef alimentarista, filosofo del gusto della cucina naturale: Pietro Leemann nasce a Locarno, in Svizzera, nell’estate del 1961. Sin da piccolo coltiva l’amore per la terra e la natura, giocando e lavorando con i genitori nell’orto di famiglia. Pietro è stato il primo cuoco a livello europeo a gestire un ristorante vegano a Milano capace di ottenere una stella Michelin: il Joia, che dal 1989 si conferma il miglior ristorante vegetariano e vegano di tutta Italia. 
Per lo chef di cucina vegana Pietro Leemann e il suo team è essenziale la massima qualità di ogni singolo ingrediente, la sua sostenibilità, la stagionalità. Segue un’attenta e scrupolosa tecnica di preparazione, figlia di un concept che nasce e si sviluppa costantemente in perfetta sinergia con il rispetto della natura e dell’uomo. Ecco perché ogni cosa, dal pane ai fermentati, dai formaggi vegetali alle paste e alla pasticceria, viene prodotto giornalmente, senza far ricorso a semilavorati.

Cura per i dettagli, servizio cordiale, preparato, capace di creare un feeling con l’ospite rende l’esperienza ricca di valore emotivo.
“Quello che io cucino è uno strumento in primis di dialogo e di relazione. Quando vado al tavolo, la prima cosa che chiedo è – Siete stati bene assieme durante la cena?” dichiara. “E l’altro aspetto importante è che io ho sempre amato un approccio spirituale e religioso alla vita e quando ero un giovane adolescente ero molto vicino al mondo cristiano, nel quale si diceva di essere in comunione con le persone. Mi stava stretto essere in comunione solo con le persone e non anche con gli animali.”

Il Corso di specializzazione in cucina vegana di Italian Food Academy


Nato con l’intento di divulgare i valori della cucina vegetariana e naturale, il Corso di specializzazione in cucina vegana di Italian Food Academy ha l’obiettivo di formare professionisti esperti di tecniche e ingredienti che vengono utilizzati per comporre piatti vegani da ristorazione in modo professionale e gourmet. A tenere il corso è il docente Davide Larise, della scuola Gualtiero Marchesi che, proprio al Joia di Milano ha trascorso un periodo importante della sua esperienza professionale. Consulente per ristoranti e aziende, cuoco privato, autore di libri e articoli di cucina e insegnante di cucina, Davide oggi è uno dei maggiori esponenti dell’Alta cucina naturale.
Il Corso di specializzazione in cucina vegana di Italian Food Academy
affronta e sviscera le seguenti tematiche:

  • La figura del vegan personal chef
  • Merceologia e scelta delle materie prime
  • Conoscere gli ingredienti
  • Individuare le sostituzioni per la nostra salute
  • Vari tipi di farina e come sceglierle
  • Come dolcificare eliminando lo zucchero
  • Parte pratica
  • Tecniche culinarie e di cottura
  • Selezione di ricette da svolgere (zuppe, antipasti, primi, secondi e dolci)
  • Bevande
  • Dolci da forno
  • Dolci al cucchiaio
  • Dolci ai cereali

Al termine del corso, ad ogni partecipante vengono consegnati due attestati: il primo di partecipazione, e il secondo finalizzato all’ingresso nel mondo del lavoro: il Certificato HACCP di 3° livello.
Che aspetti? Ricevi maggiori informazioni tramite un colloquio conoscitivo con Italian Food Academy!

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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