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Top 5 cibi fermentati che domineranno il 2026: tra salute, gusto e trend

30 Luglio 2025
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Se negli ultimi anni i cibi fermentati sono passati da “stranezze da gourmet” a protagonisti del wellness alimentare, nel 2026 questo trend si fa ancora più potente e raffinato. Fermentazione non è più solo sinonimo di salute intestinale: oggi è sapidità, profondità aromatica, sostenibilità. Soprattutto diventa un linguaggio gastronomico. 

Ecco i 5 cibi fermentati che vedremo sempre più spesso nei piatti (e nei post) dei food lover l’anno prossimo:

1. Kimchi 2.0: da contorno coreano a ingrediente globale

Il kimchi continua la sua ascesa, ma cambia volto: da piatto tradizionale coreano a ingrediente creativo in panini, tacos, poke e addirittura dessert salati.
Nuove versioni con frutta fermentata, cavolfiore viola o spezie africane stanno rivoluzionando la ricetta base.

Perché funziona? È probiotico, piccante, colorato e ultra instagrammabile.

2. Shio Koji: il fermentato giapponese che intenerisce e insaporisce

Questo mix di riso koji, sale e acqua è l’ingrediente segreto di molti chef per marinare carni e verdure in modo naturale, esaltando l’umami.
Nel 2026, lo vedremo anche nelle versioni pronte all’uso nei supermercati gourmet e nei piatti veg friendly.

Must try: cavolfiore al forno marinato nello shio koji, croccante fuori e fondente dentro.

3. Hot Honey Fermentata: il nuovo oro liquido piccante

La classica “hot honey” (miele piccante) si evolve grazie alla fermentazione naturale con peperoncini freschi, aglio e zenzero.
Il risultato? Una salsa viva, pungente e complessa, perfetta su pizza, pollo fritto, formaggi o dessert.

Trend alert: alcuni produttori artigianali stanno sperimentando versioni a base di miele di castagno e habanero.

4. Tempeh artigianale e colorato: oltre la soia

Il tempeh lascia il suo ruolo da “alternativa vegana alla carne” per diventare protagonista gourmet.
Nel 2026 esploderanno le versioni fatte con ceci, lenticchie rosse, fagioli neri e perfino quinoa, spesso colorate naturalmente con barbabietola o spirulina.

Perché ora? È sostenibile, ricco di proteine, versatile e sempre più apprezzato anche dagli onnivori.

5. Fermenti da bere: kefir d’acqua e kombucha al top

Dopo il boom del kombucha, è il turno del kefir d’acqua, una bevanda fermentata più leggera, frizzante e spesso aromatizzata con frutta tropicale, spezie o infusi botanici.
La versione 2026 sarà low sugar, high flavor e piena di probiotici attivi.

Da provare: kefir al lime e lemongrass o kombucha al basilico e passion fruit.

Fermentazione: cultura, scienza e creatività

Questi cinque fermentati non sono solo food trend: sono una sintesi di tradizione e innovazione, di chimica naturale e sperimentazione culinaria.
Dietro ogni vasetto, bottiglia o piatto fermentato, c’è conoscenza, tempo e tecnica. Ecco perché — oggi più che mai — chi lavora in cucina deve riscoprire l’arte della fermentazione, studiandola e rispettandola.

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.