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I dieci prosecchi migliori d’Italia (e quindi del mondo)

9 Marzo 2017
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Vinibuoni d’Italia è la guida del Touring Club Italiano monografica che tratta i vini prodotti esclusivamente da vitigni autoctoni del nostro Paese. Nell’edizione 2016, la tredicesima, la guida curata da Mario Busso si conferma un prodotto editoriale maturo e di qualità, riuscendo a dare validi consigli anche ai consumatori più esperti.

Organizzata in 23 capitoli che trattano la produzione vinicola di ogni regione (Trentino e Alto-Adige sono separate ed è stata aggiunta la regione limitrofa dell’Istria) per ogni capitolo vengono indicati in ordine alfabetico le migliori etichette che vinificano al 100% da vitigni autoctoni. Per stilare la guida sono stati degustati più di 25mila vini, tra cui sono stati scelti i migliori 4.300, di questi solo 652 hanno ottenuto il massimo del punteggio, le 4 stelle.

Dalla consultazione della guida è facile dedurre la top ten dei migliori prosecchi d’Italia. Domina incontrastata la provincia di Treviso, e in particolare la zona di Valdobbiadene, che si conferma terra di eccellenza vinicola. Da notare che l’alta qualità, quando si parla di prosecco, non significa prezzi esorbitanti, dato che la bottiglia più costosa non supera i 18 euro. L’alta qualità enologica, unita al prezzo accessibile, sono le due caratteristiche che spiegano il grande successo di esportazione del nostro prestigioso vino nel mondo.

Top ten dei migliori prosecchi d’Italia

Cantina Cirotto di Asolo (TV) Prosecco Docg spumante superiore Extra Dry millesimato 2014, costo 10-12 euro.
Bortolin Angelo di Valdobbiadene (TV) Prosecco superiore Docg spumante Brut 2014, costo 10-12 euro.
Cantina Malibràn di Susegana (TV), Prosecco superiore Docg spumante Brut 5 grammi 2013, costo 13-15 euro.
Sorelle Bronca di Vidor (TV), Prosecco superiore Docg spumante Brut, costo 15-17 euro.
Cantina Adami di Colbertaldo di Vidor (TV), Prosecco superiore Docg spumante Brut 2014, costo 12-14 euro.
Cantina Ruggeri di Valdobbiadene (TV), Prosecco superiore Docg spumante Brut Vecchie viti 2014, costo 16-18 euro.
Cantina Merotto, Farra di Soligo (TV) Prosecco superiore Docg spumante Dry Rive di Col San Martino La Primavera di Barbara 2014, costo 12-14 euro.
Col Vetoraz Spumanti di Valdobbiadene (TV) Prosecco superiore Docg spumante Extra Dry 2014, costo 12-14 euro.
Spagnol Col del Sas di Vidor (TV) Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg spumante Brut Rive di Solighetto 2013, costo 11-13 euro.
Cantina Andreola, Farra di Soligo (TV) Prosecco superiore Docg spumante Extra Dry Rive di Soligo Más de Fer 2014, costo 12-14 euro.

Fonte: Touringclub.it

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L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

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