DAL NOSTRO
FOODBLOG

Una stella per sbaglio. Ecco cosa succede quando la guida Michelin fa confusione

21 Febbraio 2017
Contenuti

Potrebbe essere la trama perfetta per una commedia degli equivoci ambientata nel mondo trendy della ristorazione. La tavola calda di proprietà di una signora garbata e gentile viene confusa con il ristorante di gran classe guidato da un arcigno chef refrattario ai sentimenti. Stesso nome, stessa via, solo 200 chilometri di distanza e un modo completamente diverso di porsi alla clientela.

Sembra l’opera di uno sceneggiatore un po’ furbetto, eppure è successo davvero: nell’edizione francese della Guida Michelin due ristoranti chiamati Bouche à Oreille (Passaparola) e situati entrambi in una rue de la Chapelle sono stati confusi. Uno ha preso una stella assai sorprendente, e l’altro se l’è vista non riconoscere (con grande disappunto, possiamo immaginare).

E come in ogni bella commedia degli equivoci che si rispetti la situazione iniziale è solo l’avvio di una reazione a catena dagli esiti imprevedibili. Sì perché se è noto che avere una stella Michelin comporta un improvviso aumento del fatturato di almeno il 50%, è altrettanto noto che un ristorante che ambisce ad essere stellato sostiene dei costi di gestione e di materie prime che se non vengono presto compensati da un successo di pubblico possono portare al fallimento nel giro di qualche mese.

La modesta brasserie di Bourges, aperta anche a pranzo con il suo “buffet à volonté” da 12 euro, si è ritrovata improvvisamente piena di clienti forestieri che, con gli occhi luminosi di chi ha appena scoperto un tesoro ben nascosto, consultavano la carta con insolita solennità.
Mentre lo chef non-stellato Aymeric Dreux, 200 chilometri più a nord, rimuginava pensieroso su quale errore avesse fatto per non meritare quella doverosa stella; che poi in realtà è un macaron, come dicono i cugini d’oltralpe. Forse la moquette era di un colore troppo demodé? Oppure il flan di aragosta era stato servito qualche grado troppo caldo? E il cervello di vitello? Aveva cambiato macelleria nell’ultimo periodo, forse quella nuova aveva prodotti di qualità altalenante… chissà, forse, magari, purtroppo…

La guida Michelin ammette lo sbaglio

Scoprire che si era trattato solo di un errore di toponomastica, della sbadataggine di un redattore poco solerte, avrà generato reazioni molto diverse. Siamo sicuri che Veronique Jacquet, la proprietaria della brasserie, avrà riso di gusto scoprendo l’arcano di quell’improvviso successo. Mentre lo chef dell’altro Bouche à Oreille, finalmente stellato, magari avrà preso la vicenda come una interessante lezione impartita gratuitamente dal destino. Come a voler dire: sono davvero i capricci del caso a creare le fortune e le sfortune; una stella-macaron stampata a fianco del ristorante giusto o di quello sbagliato e due vite cambiano per sempre. E gli esseri umani privi di senso dell’ironia sono nudi.

Fonte: Agi.it

Vuoi avere maggiori informazioni sui nostri master e corsi?

Logo IFA

Accademia di Alta Cucina e Food Management

FOODBLOG
it_IT

L’eccellenza da oggi conviene di più

Grazie al Bonus Chef puoi ottenere un credito fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la tua formazione professionale.  

Dal 27 febbraio 2023 sarà possibile presentare domanda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Bonus Chef.

CHE COS’É?

Il Bonus Chef 2023 consiste in un credito d’imposta del 40% (fino ad un massimo di 6.000 euro) riconosciuto sulle spese legate al settore della ristorazione a favore dei soggetti esercenti l’attività di cuoco professionista presso alberghi e ristoranti.

PER OTTENERE IL BONUS:

– bisogna aver sostenuto, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, una o più delle spese ritenute ammissibili al beneficio

– si deve essere residenti o stabiliti del territorio dello Stato;

– i soggetti richiedenti devono essere nel pieno godimento dei diritti civili.

LE SPESE AMMISSIBILI:

– Acquisto di beni strumentali durevoli (macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari, strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione)

– Partecipazione a corsi di aggiornamento professionale.

COME FUNZIONA IL BONUS CHEF 2023

Il credito del 40% è utilizzabile in compensazione mediante F24, che andrà presentato all’Agenzia delle Entrate. Il credito è esente da IRPEF e IRAP. 

È possibile, inoltre, la cessione del credito con il trasferimento dell’agevolazione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

💬 Serve aiuto?